Presentazione Curatrice

L’autoritratto fotografico è un momento di analisi, di comprensione, di esternazione di una emozione, di un’incognita che turba, di una variazione.

Per anni pittori hanno ricercato sé stessi attraverso l’arte, alla scoperta del mondo esteriore ed interiore e il tema della conoscenza di sé attraverso l’arte è, nel lavoro di Eric De Marchi, il fulcro del lavoro.

Tutti sperimentiamo periodi di ansia e sconforto, come nel caso del giovane fotografo che affronta questi avvenimenti, per superarli, attraverso la fotografia.

Osservare un autoritratto è come scoprire una piccola parte di interiorità del soggetto, quella che ha deciso di mostrare. È un tipo di fotografia che ti rende nudo di fronte al mondo, che può esporre i tuoi lati deboli e lascia intravedere ad altri i tuoi pensieri più nascosti. Per l’autore però può rivelarsi estremamente liberatorio.

I timori e le sensazioni esposte rendono più leggeri. Un’auto-analisi delle emozioni più intense, con una presa di coscienza che trasforma il dolore, fisico o mentale, in bellezza.

Forse il fotografo nemmeno si rende conto, durante il processo creativo, di quanto possa essere terapeutico perché segue il suo istinto, l’estro artistico che lo può portare, come nel caso di “Contatto, la necessità di sentirsi uomini su questa terra” a scoprire qualcosa di positivo in un momentaneo periodo complesso da vivere e gestire. Sara Munari

Presentazione dell’autore

Questo progetto nasce da un’esigenza personale. Dopo momenti di forte crisi emotiva, causati dalla fine di una relazione sentimentale, da problemi di salute famigliare e la pandemia del coronavirus; in me è nata la spinta a ricercare una dimensione più intima di contatto con me stesso, l’altro e la natura, ricerca necessaria per sentirmi più connesso con i miei bisogni fondamentali.

Oltre la mia motivazione personale, in questi anni di crisi, crisi umanitaria prima di tutto, sento che è ancora più urgente ritrovare modi di relazionarci con noi stessi, con l’altro e con la natura che ci circonda.

Questo lavoro parla d’amore, del mio e non solo; siamo vivi perché siamo stati amati e questo amore è racchiuso nelle nostre relazioni, è necessario imparare a prendersene cura.
Eric De Marchi

versione completa progetto su richiesta



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